BALCANI RIDE

Ci sono voluti alcuni mesi per pianificare questo viaggio tra cartine, guide ed informazioni sui network e finalmente siamo pronti per questa nuova avventura tanto desiderata. Decidiamo di partire il giorno di Ferragosto, prestissimo per non trovare code ai confini Italia-Slovenia-Croazia; ci aspettano più di 700 km per raggiungere in serata Spalato sulla costa croata. Dopo una giornata intera di trasferimento, raggiungiamo la nostra prima tappa e il primo impatto è di una città industriale con grattacieli e palazzi malconci. Alloggiamo presso un “apartmani” a pochi minuti dal centro e, sistemato moto e bagagli, facciamo visita alla città vecchia avvolta da una cinta muraria appartenente al palazzo di Diocleziano di epoca romana. Il centro caratterizzato da una serie di viuzze, è pieno di vita, i ristoranti e i bar sono tutti pieni. L’indomani di nuovo in sella percorriamo tutta la Jadranska Magistrala, che costeggia il mar Adriatico fino a Dubrovnik e ci porta al confine col Montenegro. Nel pomeriggio passiamo la frontiera e la strada si fa sempre più tortuosa, fino a che raggiungiamo le Bocche di Cattaro, un golfo frastagliato che si insinua nella costa, cosa che ricorda vagamente i fiordi norvegesi. Costeggiamo la baia fino a Kotor, borgo medievale ancora ben conservato; qui ci fermiamo due giorni per rilassarci e godere di questo bellissimo paesaggio e questo borgo medievale circondato da mura e ricco di suggestive vie e piazzette, dove non mancano bar e ristoranti. Qui quasi ogni giorno arrivano navi da crociera che ormeggiano proprio davanti all’ingresso del paese e fanno scendere orde di turisti, che animano la città. Il viaggio continua, ripartiamo da Kotor in direzione Cetnje, salendo la famosa strada dei 50 tornanti del Monte Lovcen, che in cima ci regala un panorama mozzafiato su tutta la baia (peccato che le foto non rendano). Poi ci dirigiamo verso l’entroterra e i paesaggi cambiano totalmente passando dal mare ai pascoli e ai boschi circondati da colline e promontori. Le strade sono in ottimo stato e poco trafficate fino alla nostra tappa del giorno il parco del Durmitor. Nella piccola località di Zabljak pranziamo con dell’ottima carne alla griglia ad un prezzo quasi ridicolo e poi in sella alle nostre moto ci addentriamo dentro al parco naturale che a mio parere è uno dei posti più belli che io abbia mai visto, selvaggio e incontaminato è unico nel suo genere. Incontriamo solo qualche turista e dei pastori, per il resto la sensazione è che qui si è lontani da tutto e da tutti. Percorriamo poi una strada scavata nella roccia che ci porta al fiume Tara che, con il suo canyon, ci accompagna fino al confine Bosniaco. Il primo impatto con le strade bosniache non è dei migliori, infatti la strada si presenta dalla nostra parte completamente senza asfalto per circa una trentina di km; con le moto stracariche in mezzo ai boschi, senza nessun segno di civiltà e strutture praticamente siamo in mezzo al nulla! Arriviamo su un punto dove ci bloccano perchè la notte stessa una frana ha invaso la strada e fortunatamente in mezz’ora arrivano i mezzi che liberano il passaggio. Ormai si sta facendo sera e verso le 19 varchiamo le porte di Sarajevo. Il centro è molto trafficato e dopo un paio di tentativi andati a vuoto per trovare l’albergo, decido di fermare un taxi accanto a me al semaforo e con un inglese maccheronico gli faccio capire se può farci strada fino al nostro albergo; il tassista capisce al volo e ci fa segno di seguirlo, comincia così una pazza corsa al taxi che ci porta in pochi minuti all’albergo tanto agognato. La sera facciamo un giro in centro e l’indomani visitiamo la città e subito mi accorgo che tutti i palazzi portano ancora i segni della guerra, come colpi di proiettili e di cannonate rattoppate. I  cani randagi sono un po’ dappertutto, ma come si arriva nella via principale tutto cambia. La città risulta essere divisa in due: ad Ovest  la parte cristiana dove padroneggiano negozi ristoranti bar e soprattutto feste con musica a tutto volume e giovani in ogni angolo, ad Est  la parte musulmana composta da vie con botteghe di artigianato, moschee e tipici ristori. Nel pomeriggio facciamo un tour al famoso tunnel che durante l’assedio fu costruito sotto l’area neutrale dell’aeroporto dai bosniaci, con lo scopo di far passare cibo, merci e persone all’insaputa dei serbi. Sicuramente questa città mi ha colpito molto e mi ha fatto capire soprattutto cosa questa gente è stata costretta a sopportare durante la guerra. L’itinerario da qui riparte in direzione Mostar, con il suo ponte abbatutto durante la guerra e divenuto simbolo stesso della guerra dei Balcani. Molto caratteristici sono i tuffatori che si esibiscono con tuffi spettacolari dal famoso ponte. L’indomani ripartiamo attraversando tutto il centro della Bosnia, caratterizzata da meravigliosi altopiani, fino a raggiungere Bihac, la nostra ultima tappa, città molto triste e misera ma ottimo punto d’appoggio per il nostro itinerario di rientro. L’ultimo giorno rientriamo in Italia felici e soddisfatti del viaggio appena concluso…

Giorni – 8
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IL MONTEFELTRO TRA EMILIA ROMAGNA MARCHE & TOSCANA

Per il ponte del 1 Maggio mi sono studiato questo itinerario all’ insegna dei bei paesaggi e della buona cucina, sugli Appennini nella zona del Montefeltro. Moto pronte saliamo in sella percorrendo la noiosissima s.s.309 che segue il litorale adriatico fino a Forlì, da qui si incominciano già ad intravedere le colline emiliane. Arrivati a Santa Sofia attraversiamo il Colle del Carnaio passando per Bagno di Romagna, dove inizia la bellissima ma ventosa salita al Passo dei Mandrioli. Arrivati in cima ci facciamo la foto di rito con cartello (per arricchire  la mia collezione) e curva dopo curva ci ritroviamo sulla s.p.208 della Verna al Valico dello Spino; qui se si vuole si può far visita al santuario francescano della Verna meta di molti pellegrini. Ormai è ora di pranzo e ci fermiamo in un bellissimo agriturismo della zona assaggiando prodotti locali. Di nuovo in marcia entriamo nelle Marche a Sansepolcro ed incominciamo la salita alla Bocca Trabaria, un susseguirsi di curve e tornanti tutti a vista da percorrere tutti d’un fiato fino alla cima. La discesa ci porta a Sant’Angelo in Vado, attraversata dal fiume Metauro; da qui dopo un po’ di curve arriviamo ad Urbino, ma proseguiamo diritti (la visiteremo il giorno successivo) in direzione Colbordolo  all’agriturismo Cà Lupino, immerso nella natura della campagna urbinate, qui la giornata motociclistica giunge al termine, spegniamo i motori e ci rilassiamo un po’ godendoci il paesaggio delle colline che ci circonda seduti sulla terrazza per poi sederci a tavola degustando i manicaretti tipici della zona della signora Marisa, come il capretto e i formaggi di sua produzione, intrattenendoci fino a tardi ascoltando i racconti di suo marito Antonio.L’indomani partiamo subito verso Urbino, che visitiamo tranquillamente prima che arrivi la ressa di turisti, poi di nuovo in sella facciamo un itinerario ad anello percorrendo le colline fino alla Gola del Furlo, attualmente chiusa per frana. Ignari del divieto, seguendo altri motociclisti siamo riusciti ad arrivare fino al punto più caratteristico di questa strada che passa tra la montagna ed un corso d’acqua, dentro un piccolo canyon. Da qui seguiamo le indicazioni  per Acqualagna, famosa per i tartufi della zona, e raggiungiamo Apecchio dove inizia la salita alla Bocca Serriola sulla cui cima tutti i week-end c’e una forte concentrazione  di motociclisti che si fermano a scambiare due parole sulle proprie o altrui moto. Dopo una pausa scendiamo verso valle a Città di Castello e Sansepolcro su per la Bocca Trabaria percorrendo le meravigliose colline e i suoi campi coltivati fino al nostro rilassante agriturismo. L’ultimo giorno di rientro ripercorriamo la Bocca Trabaria, questa volta in senso opposto, fino a valle verso il Passo di Viamaggio e Carpegna arrivando alla rocca di San Leo per una breve sosta pranzo. Nel pomeriggio lasciamo gli Appennini seguendo le indicazioni per l’autostrada verso casa contentissimi e soddisfatti dell’esperienza vissuta…

Giorni – 3

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IL DELTA DEL PO

Il Po è il fiume più lungo d’Italia e sfocia nel mar Adriatico con un vasto delta in un territorio di valli e paludi molto suggestivi per la particolare flora e fauna, percorse da lunghi rettilinei d’asfalto; denominato anche “Parco regionale del delta del Po“, è considerato patrimonio dell’umanità dall’UNESCO. Noi proveniamo dalla provincia di Venezia e in direzione Ravenna deviamo per Porto Levante, dove attraverso un rettilineo che ci porta fino al mare costeggiamo le valli fino al villaggio dei pescatori, dove si intravede in lontananza la centrale elettrica, ormai dismessa, di Polesine Camerini. Proseguiamo per Porto Tolle e la suggestiva sacca di Scardovari, famosa per la pesca di molluschi in particolare cozze. Molti sono i cosiddetti ” casoni ” dove vengono smistati i crostacei per la produzione e la vendita nel territorio. Arrivati a Santa Giulia e Gorino ci aspetta l’attraversamento di due ponti di barche, che percorriamo pagando un piccolo pedaggio ai custodi. Seguiamo le caratteristiche valli e ritorniamo sulla Statale Romea fino all‘abbazia di Pomposa, dove facciamo una visita per poi sostare su una tipica piadineria della zona per il pranzo. Nel pomeriggio visitiamo Comacchio, paese di impronta veneziana, famoso per l’allevamento delle anguille. Facciamo ritorno per Porto Garibaldi e la sua flotta di pescherecci, e per i lidi ferraresi verso casa…

Giorni – 1

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PASSO SAN BOLDO – VALLE DEL MIS – PRIMIERO – ROLLE – S.PELLEGRINO & DURAN

A mio parere ottobre è uno dei mesi ideali per girare in moto, sia per la temperatura fresca, sia per il traffico inesistente in montagna, ma sopratutto per le colorazioni autunnali che regalano dei paesaggi da cartolina. Quindi prima che la neve copra le vette e le strade di montagna, un altro giro è d’obbligo. Percorrendo sempre la solita autostrada Venezia-Belluno, questa volta deviamo a Vittorio Veneto in direzione Revine Laghi fino al bivio per il suggestivo Passo San Boldo, caratterizzato dal senso unico alternato e da tornanti in galleria. Proseguendo verso Sedico e le Dolomiti bellunesi, facciamo una deviazione per la bellissima e selvaggia Valle del Mis, dove le montagne si specchiano sul lago artificiale e la strada scavata nella roccia  ci conduce al bivio per il Passo Cereda. Ormai e’ quasi mezzogiorno e imbocchiamo la Val Canali, valle chiusa che termina dietro alle pale di San Martino; qui ci aspetta un ottimo pranzo al ristorante “Cant del gal”. Ripartiamo poi scendendo nella Valle del Primiero fino a San Martino di Castrozza dove parte la salita al Passo Rolle. Arrivati in cima troviamo il bar chiuso e nessun motociclista, sentore che l’invermo è ormai alle porte. Proseguiamo in direzione Predazzo e Val di Fassa fino a Moena, dove facciamo 2 passi e ci gustiamo un gelato. Ritorniamo in sella percorrendo il Passo San Pellegrino ed il Passo Duran che ci porta in Val Zoldana sulla strada di casa quando il sole sta gia’ per tramontare…

Giorni – 1

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ALTOPIANO DI ASIAGO – PIANA DI MARCESINA & PASSO COE

Finalmente le previsioni meteo prevedono bel tempo, così al mattino presto imbocchiamo l’autostrada Valdastico, usciamo a Dueville e  seguiamo per Breganze, da cui una bellissima salita, piena di curve, con vista sulla pianura vicentina, ci porta sull’altopiano dei 7 comuni di Asiago. Facciamo una sosta nei pressi di una malga chiusa, dove ad accoglierci troviamo un simpaticissimo cane pastore. Risaliamo poi in sella  in direzione Gallio-Enego fino alla strada che porta alla piana di Marcesina, famosa per il clima rigido invernale e il bellissimo panorama. Ormai è quasi mezzogiorno e ci dirigiamo in direzione Asiago, facciamo una bella passeggiata in centro e gustiamo un bell’aperitivo, per poi fare un bel pranzetto a “Malga Spill”, situato vicino il comprensorio Melette 2000. Il nostro giro continua percorrendo il bellissimo Passo Vezzena fino al lago di Lavarone; scavalchiamo il Passo Sommo che ci porta a Folgaria e percorriamo Passo Coe, dove sorge la Base Tuono, ex base missilistica NATO, attiva tra il 1966 e il 1977. La discesa molto suggestiva ci porta verso Tonezza del Cimone e la Valdastico. Il sole comincia ad attenuarsi così saliamo il famoso Costo di Asiago, soffermandoci al “Osteria Barricata” per bere un drink e ritornare ad Asiago.

Giorni – 1

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TRANSLESSINIA Off-Road

Dopo tanti itinerari percorsi su asfalto era arrivato il momento di provare le nostre moto sullo sterrato! Avevo visto dei video e letto su alcuni forum riguardo la TRANSLESSINIA (situata sui Monti Lessini sopra Verona) che dal Passo Branchetto porta al Passo Fittanze, attraversando un bellissimo altopiano percorribile su una strada bianca che collega le malghe della zona dove durante l’inverno si pratica lo sci da fondo. Arrivati al Branchetto, sul bivio che divide l’asfalto dalla strada sterrata, prepariamo i nostri bisonti da circa 250 kg disinserendo l’ABS, regolando le sospensioni e impostando la mappatura Enduro; naturalmente non poteva mancare il Road Book fai da te con le indicazioni precise del tracciato. Subito il fondo si presenta con delle buche e qualche pozzanghera, visto che la notte aveva piovuto, quindi le moto cominciano ad infangarsi, ma noi presa un po’ la mano ci divertiamo da matti; la carreggiata è abbastanza larga e il suggestivo panorama selvaggio che ci circonda la fa da padrone. Durante il percorso incontriamo gente a piedi, a cavallo e in mountain-bike, mucche e greggi di pecore che pascolano liberi senza alcun disturbo tranne il rombo dei nostri boxer; proseguiamo seguendo le indicazioni per Malga Lessinia dove facciamo una sosta pranzo. La strada arriva poi fino al Passo Fittanze trasformandosi poi in asfalto fino a Rovereto, alla Vallarsa e verso casa. Devo dire che le moto sono state facilissime da guidare nonostante la mole, la strada non è stata difficile e l’esperienza ottima…

Giorni -1

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SCHWARZWALD – FORESTA NERA

Per questa estate abbiamo deciso di raggiungere la Schwarzwald o comunemente chiamata Foresta Nera, località turistica caratterizzata da vasti boschi e colline dalle quali si godono panorami mozzafiato. Purtoppo le previsioni per la settimana di Ferragosto non erano delle migliori, ma noi decidiamo di andarci lo stesso. Il primo giorno è occupato dal trasferimento; partiamo all’alba in direzione autostrada fino a Merano, percorriamo il passo Giovo e la vecchia statale del Brennero fino a Innsbruck, proseguendo per il Fernpass fino a Fussen, prima tappa del nostro viaggio. Passiamo il pomeriggio per le vie del centro, tipico paese tirolese austriaco famoso per il castello di Neuschwanstein. L’indomani ripartiamo e passiamo per il Lago di Costanza, facendo una sosta alla sede principale della TOURATECH a Niedereschach, dove faccio piccoli acquisti tra cui una utilissima borsa serbatoio con porta-cartina. Nel tardo pomeriggio arriviamo al camping Konigskanzel, nei pressi della città di Freudenstadt, dove montiamo la nostra tenda e ci rilassiamo. Il mattino seguente partiamo per Baden-baden (famosa località termale) percorrendo strade scorrevolissime costeggiate da boschi folti, con curve a vista e con un buon manto stradale. Arrivati in città approfittiamo per fare una piccola pausa e passeggiare per le vie del centro. Di nuovo in sella percorriamo la famosa Schwarzwaldhochstrabe B500, passando per il minuscolo lago Mummelse, fino a raggiungere Freudenstadt. Siamo a fine giornata e ci rilassiamo con una bella coppa di gelato nella piazza principale della città. Il giorno successivo lo dedichiamo alla strada degli orologi a cucù (Deutsche Uhrenstrasse), dove siamo attirati dall’orologio più grande del mondo, alto più di 15 metri, vicino al paesino di Triberg. Nel pomeriggio visitiamo la tipica località di Schiltach, famosa per le sue case a graticcio (fachwerkhauser) che gli conferiscono un’immagine romantica d’altri tempi. L’ultimo giorno nella Foresta Nera ci dirigiamo verso il Lago Titisee con l’omonima cittadina ricca di ristoranti e negozi di souvenir. Di ritorno facciamo una sosta a Friburgo per rientrare poi in campeggio. Il giorno successivo smontiamo la tenda, carichiamo i bagagli sulle moto e imbocchiamo l’autobahn in direzione Austria, dove soggiorniamo una notte nel paesino di Reutte. L’ultimo giorno rientriamo in Italia tra il traffico delle vacanze estive…